martedì, 28 luglio 2026

Educare alla Salute nell'Era Digitale

24 luglio 2026 - Lo scorso 4 novembre 2025 si è svolto l’evento intitolato “Educare alla salute: verso una strategia condivisa”. Durante l'evento è stato presentato da Assosalute l'ultimo rapporto Censis, che ha evidenziato come l’automedicazione responsabile rappresenti un patrimonio sanitario e sociale da proteggere e rafforzare nell’era dell’IA.

L’automedicazione responsabile rappresenta oggi un patrimonio sanitario e sociale da proteggere e rafforzare nell’era dell’intelligenza artificiale, come evidenziato dal nuovo Rapporto Censis presentato da Assosalute a Istituzioni e professionisti della salute lo scorso 4 novembre 2025. L’evento, intitolato “Educare alla salute: verso una strategia condivisa” e moderato da Tonia Cartolano, giornalista di SkyTg24, ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo sanitario, istituzionale e politico, tra cui Nicola Calabrese (FIMMG), Andrea Mandelli (FOFI), Pierluigi Russo (AIFA), Guido Scorza (Garante Privacy), Massimiliano Capitanio (AGCOM), Rossana Ciuffetti (Sport e Salute), Rosa Lombardi (Ministero dell’Istruzione e del Merito), Anna Lisa Mandorino (Cittadinanzattiva), Nicola Miglino (UNMSI), Maria Cecilia Morandini (Attività Sportive Confederate), oltre a esponenti parlamentari quali la Sen. Licia Ronzulli, l’On. Gian Antonio Girelli, l’On. Ilenia Malavasi e l’On. Federico Mollicone.

In un contesto in cui tecnologia e intelligenza artificiale accompagnano sempre più spesso le scelte quotidiane, anche la salute diventa un ambito in cui i cittadini cercano informazioni online per orientarsi nelle decisioni di benessere e cura. L’accesso immediato a dati e contenuti sanitari costituisce un’opportunità, ma richiede consapevolezza e capacità di discernimento, rendendo l’alfabetizzazione sanitaria un elemento fondamentale per un approccio responsabile alla gestione dei piccoli disturbi. Il Rapporto Censis descrive l’evoluzione di questa competenza diffusa, che nel tempo ha sostenuto una cultura della responsabilità e della partecipazione attiva dei cittadini alla tutela della propria salute, e che oggi deve confrontarsi con una fase nuova, segnata dall’ingresso dell’Intelligenza Artificiale nell’informazione sanitaria: una sfida di adattamento collettivo in cui la tecnologia può diventare un alleato prezioso per rafforzare – e non indebolire – le competenze dei cittadini.

L’alfabetizzazione sanitaria emerge come un pilastro radicato nella cultura italiana, alla base del modello virtuoso di automedicazione che caratterizza il Paese. Secondo i dati del Rapporto, gli italiani dimostrano un elevato grado di consapevolezza nell’uso dei farmaci di automedicazione, riconoscendo l’importanza del foglietto illustrativo e privilegiando il confronto con medici e farmacisti: l’86,6% li consulta almeno occasionalmente in caso di dubbi, confermando la centralità della relazione con i professionisti sanitari. Il 48,2% si rivolge al medico di medicina generale, il 47,9% al farmacista, mentre solo il 24,1% cerca informazioni online, a testimonianza del valore attribuito all’esperienza umana rispetto al mondo digitale. Come ha sottolineato Michele Albero, Presidente di Assosalute, il ricorso responsabile ai farmaci di automedicazione consente ai cittadini di gestire autonomamente i piccoli disturbi, contribuendo a un uso più efficiente delle risorse del Servizio Sanitario Nazionale, ma richiede la capacità di distinguere il dato scientifico dal contenuto fuorviante in un ecosistema informativo sempre più accessibile.

Il Rapporto Censis analizza anche rischi e opportunità nell’era digitale e dell’intelligenza artificiale, evidenziando come la trasformazione tecnologica stia cambiando profondamente le modalità con cui gli italiani si informano sulla salute. Quasi un cittadino su due (49,6%) utilizza già chatbot di intelligenza artificiale per cercare informazioni su piccoli disturbi e farmaci da banco, con una diffusione che supera il 70% tra i giovani. Pur mantenendo un approccio critico, cresce la quota di utenti che si affida all’intelligenza artificiale senza approfondire: il 37% non verifica le informazioni e il 17,3% si limita a internet o social, rischiando di rimanere in una “bolla” informativa. In un contesto in cui il 37,9% dichiara di essersi imbattuto in fake news sulla salute, emerge una forte domanda di garanzie: il 77,6% chiede informazioni certificate e il 65,8% auspica la creazione di app e siti ufficiali dedicati ai piccoli disturbi e ai farmaci di automedicazione.

L’intelligenza artificiale, tuttavia, viene percepita anche come un’opportunità, non come una minaccia. Se utilizzata correttamente come strumento e non come fine, può contribuire a rafforzare l’alfabetizzazione sanitaria, facilitando l’accesso a informazioni affidabili e aggiornate. Il 44,8% degli italiani ritiene che l’IA diventerà sempre più affidabile in ambito salute, ma la maggioranza (75,9%) continua a considerare insostituibili le competenze dei professionisti sanitari. Il vero valore aggiunto risiede quindi nell’integrazione tra strumenti digitali e relazione umana. Come ha evidenziato Francesco Maietta, Responsabile Area Consumi Mercati Welfare del Censis, l’automedicazione responsabile è un patrimonio sociale che non può essere dato per scontato: la rivoluzione digitale impone di investire ulteriormente nell’alfabetizzazione sanitaria e nella promozione di fonti affidabili, accompagnando i cittadini nell’uso consapevole delle nuove tecnologie.

La ricerca Censis indica chiaramente che l’inazione non è più un’opzione: occorre una mobilitazione collettiva che coinvolga Istituzioni, professionisti sanitari, rappresentanti dei media e attori del sistema salute, per promuovere un empowerment dei cittadini – soprattutto dei più giovani – e garantire un governo consapevole del fenomeno digitale. Come ha concluso il Presidente Albero, la soluzione non risiede nel limitare l’autonomia dei cittadini, ma nel sostenere la cultura della responsabilità, diffondere informazioni certificate e promuovere un uso consapevole delle tecnologie a supporto dell’alfabetizzazione sanitaria del Paese. Questi temi sono stati al centro dell’evento istituzionale promosso da ASSOSALUTE che ha voluto un dibattito finalizzato a creare uno spazio di costruzione e alleanza: un’occasione per riaffermare il valore della prossimità, della responsabilità condivisa e della collaborazione tra pubblico e privato, affinché l’alfabetizzazione sanitaria diventi davvero un pilastro della salute del futuro. E in cui tutti gli attori del sistema, nel loro irrinunciabile ruolo, siano coprotagonisti e partner nell’impegno comune di offrire ai cittadini italiani una sanità sempre migliore ed evoluta.

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