Farmaci di automedicazione: asset strategico per la salute, la governance farmaceutica e la competitività del sistema Paese
21 ottobre 2026 - Si è svolto ieri a Roma l’evento Assosalute “Farmaci di automedicazione: asset strategico per la salute, la governance farmaceutica e la competitività del sistema Paese”, un momento di confronto tra istituzioni, professionisti sanitari, associazioni dei cittadini e industria dedicato al ruolo sempre più centrale dell’automedicazione all’interno del sistema salute nazionale.
In un contesto caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento dei bisogni assistenziali e dalla necessità di garantire la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, l’automedicazione responsabile si conferma uno strumento fondamentale per promuovere una gestione appropriata dei problemi di salute di lieve entità, contribuendo al tempo stesso a ottimizzare l’impiego delle risorse sanitarie e a favorire una maggiore consapevolezza dei cittadini nella cura della propria salute.
Al centro dell’iniziativa, la presentazione dello studio “Il valore dell’automedicazione. Un pilastro per la salute pubblica e l’economia del Paese”, realizzato da TEHA per Assosalute. L’analisi offre per la prima volta una valutazione integrata del contributo sanitario, sociale, economico e industriale del comparto, evidenziando come i farmaci di automedicazione rappresentino non solo una risposta efficace ai bisogni di salute quotidiani delle persone, ma anche un asset strategico per il Paese.

I risultati dello studio mostrano come l’automedicazione possa generare rilevanti benefici per il sistema sanitario. In un contesto in cui il numero dei medici di medicina generale si è progressivamente ridotto e gli accessi al Pronto Soccorso continuano a mantenersi elevati, il ricorso appropriato ai farmaci di automedicazione contribuisce a indirizzare ogni bisogno di salute verso il livello di assistenza più adeguato.
Secondo le stime presentate, l’automedicazione consente di liberare tempo per i medici per un valore di circa 1,9 miliardi di euro, corrispondente a oltre 91 milioni di visite evitabili, permettendo di concentrare maggiori risorse sui pazienti cronici, fragili e con esigenze assistenziali più complesse. A questo beneficio si aggiungono circa 600 milioni di euro di tempo restituito ai cittadini. Sul fronte dell’emergenza-urgenza, un utilizzo appropriato dell’automedicazione potrebbe inoltre evitare quasi un milione di accessi annui al Pronto Soccorso per disturbi a bassa complessità, con un risparmio potenziale di oltre 300 milioni di euro.
Complessivamente, i benefici economici e organizzativi generati dall’automedicazione sono stimati in quasi 3 miliardi di euro all’anno.
Lo studio evidenzia, inoltre, il contributo dell’automedicazione alla salute della popolazione. I farmaci di automedicazione intervengono infatti su il 10,7% del carico di cattiva salute attribuibile a disturbi lievi e diffusi. In assenza di tali strumenti, gli italiani trascorrerebbero in media 4,8 mesi in meno in buona salute nel corso della vita.
Accanto ai benefici sanitari, il settore esprime un impatto economico e industriale significativo. Considerando le imprese associate ad Assosalute, il valore aggiunto diretto del comparto è pari a circa 350 milioni di euro; includendo gli effetti indiretti e indotti lungo la filiera, il contributo complessivo raggiunge 1,35 miliardi di euro. Il settore si distingue inoltre per elevati livelli di produttività e per una forte capacità di generare occupazione e valore lungo tutta la catena economica: il valore aggiunto per addetto, circa 156.000 euro e ogni euro di valore aggiunto generato dalle imprese del settore ne attiva quasi altri tre nel resto dell’economia mente ogni posto di lavoro nel settore ne sostiene quasi altri cinque lungo la filiera.
Dall’analisi emerge tuttavia anche un importante potenziale di sviluppo ancora non pienamente espresso. Rispetto ad altri grandi Paesi europei, l’Italia presenta infatti margini di crescita sia in termini di disponibilità di offerta sia di accesso ai farmaci di automedicazione. Colmare questo divario, sempre nel quadro di un utilizzo responsabile e accompagnato dal supporto di medici di famiglia e farmacisti, significa rafforzare ulteriormente il contributo del comparto alla salute dei cittadini, alla evoluzione sostenibile del Servizio Sanitario Nazionale e alla competitività del sistema produttivo nazionale.
Di questi temi si è discusso durante l’evento che ha rappresentato un'occasione di confronto tra istituzioni, professionisti sanitari, imprese e stakeholder per riflettere sulle opportunità di sviluppo del settore e sulle politiche necessarie a valorizzarne pienamente il contributo al sistema Paese.
Tra le priorità emerse durante il confronto figurano il rafforzamento della health literacy, attraverso iniziative di educazione al corretto uso dei farmaci senza obbligo di prescrizione e campagne di alfabetizzazione sanitaria rivolte ai cittadini, una sempre maggiore integrazione tra farmacisti e medici di medicina generale, anche grazie alla piena valorizzazione degli strumenti digitali disponibili, come il Fascicolo Sanitario Elettronico, e l’adozione di percorsi più snelli ed efficaci per ampliare in modo appropriato l’offerta di farmaci di automedicazione, favorendo così l’allargamento dell’offerta. È stata inoltre sottolineata l’importanza di una comunicazione sanitaria moderna, tempestiva e capace di rispondere alle sfide poste dall’evoluzione digitale, dai social media e dall’intelligenza artificiale.
Assosalute ha rinnovato il proprio impegno a promuovere un modello di automedicazione responsabile, consapevole e integrato nel percorso di cura, quale strumento in grado di generare valore per i cittadini, per il Servizio Sanitario Nazionale e per l’intero sistema economico e sociale italiano.
Oltre al Presidente di Asossalute, Michele Albero e a Daniela Bianco, Partner di The European House – Ambrosetti e Responsabile della Practice Health & Life Sciences di TEHA Group, moderati dalla giornalista Margherita Lopes (LaPresse) sono intervenuti: Sono intervenuti: Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio, Emanuele Monti, componente del CdA dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), i Senatori Elena Murelli e Ignazio Zullo; gli Onorevoli Luciano Ciocchetti, Gian Antonio Girelli, Ilenia Malavasi; Francesco Saverio Mennini, Capo Dipartimento della programmazione dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Servizio sanitario, Ministero della Salute, Gabriella Guasticchi, Direttore Generale della Direzione generale dei dispositivi medici e d el farmaco, Ministero della Salute, Claudia Biffoli, Dirigente Divisione IV – Biotecnologie e farmaceutica, Direzione generale per le nuove tecnologie abilitanti, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Carlo Curatola, Segretario Nazionale della Federazione Italiana Medici di Famiglia (FIMMG), Eugenio Leopardi, Presidente dell’Unione Tecnica Italiana Farmacisti (UTIFAR), Andrea Mandelli, Presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI), Anna Lisa Mandorino, Segretario Nazionale di Cittadinanzattiva, Alfredo Procaccini, Vice Presidente vicario della Federazione Nazionale dei Titolari di Farmacia Italiani (Federfarma), Alessandro Rossi, Presidente della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG).
